Diversi Comuni italiani avrebbero conteggiato negli ultimi 5 anni in modo illegittimo la quota variabile Tari, applicandola cioè anche alle pertinenze della casa domestica anche se non assoggettabili alla tassazione, come confermato dalla risposta ad un’interrogazione parlamentare. Molte amministrazioni infatti hanno applicato male il regolamento Tari calcolando la tassa sui rifiuti più volte sullo stesso immobile, applicando la quota variabile Tari anche sulle pertinenze: garage, cantine, box, soffitte.

Tale errore nel computo della quota variabile del tributo ha fatto lievitare a dismisura il prelievo per migliaia di famiglie che potranno ora vedersi riconosciuto un rimborso con una richiesta effettuata entro 5 anni dal pagamento.